Dal Catalogo della Mostra Renzo Igne e gli Ambasciatori della Ceramica...:
"Manipolo l’argilla con le mie stesse mani, non usando mezzi meccanici; non trovo alcun motivo per fare due pezzi simili tra loro. Lascio che i miei pezzi, modellati uno ad uno, secchino spontaneamente; successivamente li cuocio, quanto basta perché induriscano leggermente. Dopo averli lasciati raffreddare li dipingo avvalendomi dei composti naturali del vetro: argille, polvere ricavata dalla macinazione di roccia, sabbia finissima, soda e così via. A questi spesso addiziono minerali metallici polverizzati, alcuni dei quali dopo la fusione alle alte temperature conferiscono ai pezzi una colorazione intesa: i composti del rame danno i verdi brillanti, quelli del cobalto il blu, il ferro dà il rosso corallo, il manganese il bruno scuro trasparente e il cromo, il più bizzarro fra tutti, il giallo, il verde o il rosso, a seconda di come viene trattato. A questo punto ripongo gli oggetti in un forno dalle pareti molto spesse atte a trattenere il calore del fuoco che permette la fusione dei minerali. È questa la fase più delicata nella quale devo prestare grande attenzione a non fondere anche i pezzi appena creati, cosa che talvolta accade. Una decina di ore dopo, una volta raffreddati, giunge il momento delle sorprese: talvolta sgradevoli (in tal caso mi trovo costretto a ripetere la cottura), talvolta però meravigliosamente affascinanti. Nel caso delle mie creazioni mobiles, non resta ora che pensare alla legatura delle parti componenti utilizzando del filo metallico che non resisterebbe a quelle altissime temperature.”
Così Renzo Igne descriveva la sua opera, per una nota personale alla Galleria Losano di Pinerolo.

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